Fobia dentale: La paura del dentista
Sommario
Che cos'è una fobia?

In linguaggio medico con il termine fobia si designa una forma eccessiva, immotivata e persistente di paura o panico, scatenata da determinate situazioni, oggetti, attività o persone, cioè in generale dal cosiddetto stimolo fobico. Essa si manifesta con un impulso travolgente ed ingiustificato di evitare la causa della paura. Esempi ben noti di fobia sono l’aerofobia (paura di volare), l’aracnofobia (paura dei ragni) e la claustrofobia (paura degli spazi chiusi). Tuttavia nel linguaggio comune il termine fobia viene usato in senso lato anche per qualsiasi forma di avversione.
Chi ha paura del dentista?

Nella maggior parte dei casi si tratta di paure lievi od occasionali, che non impediscono di sottoporsi a periodici controlli o trattamenti dentistici. Non così nella vera odontofobia, chiamata anche dentofobia od oralofobia: qui il panico è così forte, che la persona colpita (il fobico) fa di tutto per evitare la visita dal dentista. In molti casi il trattamento odontoiatrico viene effettuato solo quando diventa impossibile rimandarlo ancora, ad esempio in presenza di dolori insopportabili.
A differenza di quanto avviene con la "normale" paura del dentista, nella vera fobia dentale un imminente trattamento odontoiatrico scatena anche sintomi fisici. Si osservano (in ordine discendente di frequenza):
- disturbi del sonno nella notte che precede la visita
- batticuore (palpitazioni)
- aumento della frequenza cardiaca (tachicardia)
- secchezza della bocca
- aumento della pressione arteriosa (ipertensione)
- tremore
- senso di soffocamento
- iperventilazione (respirazione troppo frequente)
- nausea
- urgenza di urinare
- conati di vomito
- collasso cardiocircolatorio e calo della pressione
In genere, in tutte le fasce di età la dentofobia è notevolmente più diffusa fra le donne che fra gli uomini.
Fattori che favoriscono l’odontofobia:
- predisposizione all’ansia in genere
- presenza di altre fobie o malattie psichiche
- depressione
- forte stress
- consumo di droghe o alcoolismo
Secondo la nostra esperienza, la quota di pazienti fobici che sono anche fumatori è superiore alla media. Mentre in media il 25% della popolazione adulta fuma, abbiamo registrato fra gli odontofobici una quota di fumatori del 64%.
Cause della dentofobia

Nell’esporre le cause della propria odontofobia, circa il 30% di tutti i pazienti ansiosi trattati nel nostro studio dichiara di esser stato traumatizzato nell’infanzia da eventi legati a trattamenti dentistici. A questo proposito il dolore subito durante il trattamento viene citato con la stessa frequenza del modo di fare brusco ed insensibile del dentista. Un altro terzo degli interrogati individua l’origine della fobia nei racconti spaventosi uditi da altre persone, spesso gli stessi genitori. Per l’ultimo terzo dei pazienti, infine, non è possibile determinare alcuna causa della dentofobia.
La percentuale di quest’ultimo gruppo, tuttavia, è probabilmente molto più elevata. L’odontofobia rappresenta infatti una specie di angoscia primordiale, profondamente radicata nel subconscio e priva di motivi razionali, proprio come la paura di ragni o topi. Altrimenti non si spiegherebbe come, secondo quanto da noi osservato, negli ultimi vent’anni il numero di odontofobici risulti piuttosto in aumento sebbene oggigiorno l’odontoiatria sia obiettivamente molto più «umana» che in tempi passati.
Cause di odontofobia citate più di frequente

Non risulta sorprendente che poco meno della metà dei pazienti interrogati indichi la paura del dolore come causa principale dell’odontofobia. Ciò corrisponde al classico cliché che vede associati odontoiatria e dolore, sebbene oggigiorno i trattamenti dentistici si svolgano di regola in modo indolore.
La paura o fobia delle siringhe / punture è anche un motivo citato di frequente dal dentofobico. L’iniezione di anestesia locale è ormai parte integrante di molti trattamenti odontoiatrici, e viene accettata dalla maggioranza dei pazienti come un male necessario, visto che impedisce di sentire dolore durante il trattamento. Nella fobia delle siringhe, però, l’estremo terrore dell’iniezione fa passare in secondo piano queste riflessioni razionali. In molti di questi pazienti la paura delle siringhe è tuttavia circoscritta alle iniezioni praticate dal dentista, mentre quelle di altri medici vengono accettate senza problemi.
La paura di perdere il controllo ovvero la paura di essere in balia di un’altro sono anch’esse fra le cause della dentofobia. Dal punto di vista psicologico il cavo orale fa parte degli spazi intimi dell’individuo, nel quale il dentista penetra con i suoi strumenti. Un numero non trascurabile di pazienti teme, durante un trattamento odontoiatrico, di perdere l’autocontrollo, del tutto o in parte.
Conati di vomito o nausea durante i trattamenti odontoiatrici sono associati con rimarchevole frequenza alla paura del dentista. In molti casi l’odontofobia insorge a livello secondario, vale a dire è scatenata dal timore del paziente di avere dei conati di vomito (con conseguente perdita di controllo) durante la seduta.
A scatenare o intensificare il senso di paura contribuiscono spesso anche varie impressioni sensoriali che influiscono su un paziente già predisposto in questo senso, per es.:
- Rumore del trapano: soprattutto il suono ad alta frequenza della cosiddetta „turbina“, un trapano ad alta velocità azionato ad aria compressa, scatena attacchi di panico in molti odontofobici.
- Odore dello studio dentistico: il tipico odore presente in molti studi dentistici viene dall’eugenolo, una sostanza sintetizzata dall’olio di chiodi di garofano contenuta nel cemento e nei medicinali usati in odontoiatria. In pazienti predisposti la percezione olfattiva di tale odore può generare di riflesso attacchi di panico.
- Camici bianchi e strumenti dentistici: la percezione visiva di queste apparecchiature o simboli, associati a esperienze di trattamenti precedenti, può intensificare la paura con lo stesso meccanismo di un riflesso condizionato.
Conseguenze della dentofobia
Uomo di 43 anni con forte dentofobia, ultimo trattamento dentistico risalente a 15 anni prima. Ampia distruzione dei denti causata da carie e parodontite, con forte dolore cronico. Solo la pressione sociale sempre più intensa esercitata dall’ambiente familiare e lavorativo ha spinto il paziente ad acconsentire ad un risanamento totale.
Chi è terrorizzato dal dentista eviterà di andarci finché può. In tal modo non solo viene a mancare la periodica pulizia dei denti effettuata dall’igienista dentale, ma anche il controllo da parte del dentista, essenziale per la prevenzione di malattie dei denti e delle gengive. In seguito a cattiva igiene dentale si ha la formazione di uno strato batterico che può portare ad irritazioni gengivali (gengivite) e parodontite, e ad una rapida propagazione della carie. Ne derivano spesso infiammazioni croniche delle gengive e del parodonto, nonché processi acuti purulenti (ascessi). Il paziente odontofobico, tormentato dal dolore, entra così in un vero e proprio circolo vizioso: più forti sono i disturbi ed il dolore, più aumenta la paura dell’ormai inevitabile visita dal dentista.
Queste paure spesso non vengono prese sul serio né dai familiari né dagli amici, anzi sono sovente oggetto di scherno. Purtroppo anche molti dentisti non mostrano abbastanza comprensione a questo proposito, ed in definitiva agli odontofobici spesso manca una persona con cui confidarsi. Oltre a ciò, il crescente disfacimento dei denti provoca un peggioramento dell’estetica ed alito cattivo, cose delle quali il colpito spesso si vergogna, non osando più sorridere ed evitando per quanto possibile di apparire in pubblico. In tal modo sussiste anche il pericolo di un crescente isolamento sociale.
Il circolo vizioso dell’odontofobia

Sommario: Odontofobia
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